Miei cari posteri, sono qui seduto sopra me stesso, e nell'incertezza notturna di una domenica pomeriggio, mi faccio forza e rivolgo le mie parole a voi. Le persone del passato mi annoiano terribilmente nella loro stasi mortuaria, e i contemporanei non sono da meno, pur non rasentando lo stesso pallore. Faccio affidamento a voi che ancora non siete nati e per questo sicuramente apprezzerete quanto dico, o vi verrà fatto apprezzare con violenza, più o meno gratuita a seconda dei casi.
Ve lo confesso, sono ossessionato dall'espressione del punto di vista mio personale, particolare come qualsiasi altro, direte voi, che siamo tutti uguali. E vi dimostrerò che non è così, in due mosse, semplici e dissacranti.
La mossa numero uno prevede che voi abbiate letto le recenti (a me) dichiarazioni del dipartimento di cattopsicobiologia dell'università del Massachussets secondo cui il denaro contante, reale o virtuale che sia, non sarebbe altro che, la faccio breve, una manifestazione divina: oltre a evidenziare una già palese (ai più accorti) analogia tra religione e capitalismo, dimostra che chi è più ricco è in una parola sola "migliore", anzi due, "fottutamente migliore" degli altri.
Per cui in maniera automatica il suo modo di vedere e sentire le cose si innalzerà dal resto insieme a lui.
Numero due, oggi, proprio esattamente oggi, mi è stata donata una quantità di schiavi pronti all'uso. Non ne conosco bene il numero, d'altronde si contano le stelle? o i granelli di zucchero? e avete mai provato a zuccherare un caffé con delle stelle?
Parlavamo di schiavi, sì. Tutto ciò è stato possibile grazie al (santo?) contributo del neopresidente Isacco Lincoln, che, come avrete letto nei libri di storia, non è il suo vero nome, e anche la sua ironia nello sceglierlo è stata creata ad hoc. Non soltanto lauree nei supermercati, dunque, ma schiavi, per tutti, o almeno per chi schiavo non è e può permetterselo.
Ma si sa, sono compassionevole, e piuttosto che regalare loro la libertà, ho forse ecceduto di magniloquenza.
Quale impiego migliore avrei potuto trovare per loro, se non quello di poter vivere la MIA vita? vedere con i miei occhi, ascoltare ciò che ascolto e sentir fluire dalla bocca parole da me esclusivamente scelte.
Probabilmente penserete che sia (stata, per voi) soltanto una sperimentazione in vista della futura messa in vendita dei prodotti della Vitaltrui, che permetteranno di escludersi dalla gestione della propria vita, affidandola completamente a esperienze precedenti o contemporanee che siano, godendosela in questo modo senza sforzi: probabile, sì, ma non per questo eticamente scorretto.


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