(continua dal racconto 19, guarda il menu)

Sarà l'acqua fredda del rubinetto che ho la fortuna di ritrovarmi in camera. Sarà che sono alto e la circolazione sanguigna non mi aiuta tanto, ma non è colpa sua, poverina. Forse fa freddo davvero, ma la temperatura è sopra i venti gradi, i display elettronici non sono bravi a mentire, almeno consciamente. Se non sono difettosi il massimo che possono fare è arrotondare. Mica posso mettere i guanti a casa, come faccio a escludere il tatto? Potrei indossare quelli tagliati ma sono già abbastanza ridicolo così, davvero.

Sarà che io con le mie mani faccio poco, almeno col mio corpo. Magari è da stupidi pensarlo, dato che in qualche modo la temperatura corporea non ha tanta escursione termica, quindi un conto è se faccio una gita dalle mie parti, un altro se vengo verso le tue. Sacre, violabili, stregate. No, che stregano, ma non è un problema.

Ci siamo scelti a quanto pare. Giustificarlo sarebbe stupido, anche se di motivi se ne possono trovare tanti. Rimane pur sempre una delle cose più naturali del mondo, no? Non posso pensarci fino a impazzire, ma se impazzirò un giorno spero di farlo a cagione tua. È quanto di più religioso io possa permettermi. Credo in te, mi credi? Senza vergogna, quando ce la faccio, riesco a provare ciò che spesso invece non sento: emozioni rappresentate da parole simboliche le quali farebbero meglio a essere allegoriche forse.
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Mi entrano in testa in certi momenti in maniera più potente di altre, non mi lasciano pensare, mi bloccano e si presentano: fiducia, amore, gelosia, eccetera. Roba elementare. E più ci penso razionalmente, più credo sia solo, non in senso dispregiativo, profondamente connaturato in noi, nei nostri corpi, il mio e il tuo per esempio. Quando ti guardo e mi perdo nei pensieri, spesso mi sento come se fossi un essere umano in procinto di scoprire qualcosa di straordinario, come se comprendessi la reale natura delle mie emozioni e dei miei sentimenti.

Eppure i sentimenti spesso mi sembrano creati ad arte da quelle menti che non vogliono accettare e non riescono ad apprezzare la transitorietà e la cangiabilità della materia. Che immaginano che tutto dipenda da un filo ingrovigliato e invisibile che combini e scombini tutto, persone comprese (se c'è ed è invisibile perché preoccuparsi?). Ti vedo in balìa dei tuoi sentimenti e della tua ragione, tenuta in scacco e confusa, come spesso m'hai detto. Non bisogna accontentarsi, non bisogna essere nervosi e tristi, non bisogna essere impauriti dal nulla. Si possono razionalizzare i sentimenti e sentimentalizzare i pensieri allo stesso tempo?

Sento spesso la paura di perdere qualcosa, e la paura di perderti è un prezzo che posso sopportare. Forse non dovrei farlo, sapendo come prende l'ansia. Il problema è che sono cosciente che sei carne e ossa, non t'idealizzo più di quanto io non possa farlo.
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Però ti venero: ogni volta che sei a un soffio o una parola (non quantizzata) di distanza mi è vitale il poterti accostare, sfiorare, come un cristallo finissimo che rischia ogni momento la rottura, che non arriva mai e mi permette di scivolare senza toccare, anche se ti dà fastidio. Ti gratti con grazia, anche se non ti sembra. Morderei dolcemente ogni centimetro quadrato della tua pelle per il gusto che ha, altro che solo feniletilamina.

Forse dovrei scrivere di più, se non all'infinito, finché ogni cosa abbia perso di senso, come è vero che facciano ogni tanto, ma ho problemi con le mie parole. Faccio fatica a capire certi miei pensieri passati, che siano immaginati o messi per iscritto, e già percepisco l'ansia di quelli futuri.

Forse le parole ci sono già arrivate, all'incomprensione, con così poco. Ma se le canzoni possono permettersi di non durare tanto solo perché sono accompagnate alla musica, permettimi di fare quasi altrettanto, finché mi lego ai sogni.

Ti abbraccerei fino allo sfinimento e ti prometto che, anche se sembra, il punto non sarà mai una fine. Arriveremo più in là di quanto i corpi non riescano a stare e le menti a immaginare, oltre le nuvole, al di là degli sguardi.

Anche se sembra che queste parole stiano finendo, continueranno. Non hanno scadenze nell'immediato futuro, la mia mente conserva bene tutto.
3
Non solo con i ricordi illusori che mi prendono mentre sto finendo di bere una tazza di caffè o mi rigiro insonne e in tanti altri momenti, ma anche con le azioni di cui sarai oggetto costante tra tante variabili.

Come ogni altra persona sulla terra avrà già pensato o vissuto, un abbraccio reale una volta terminato, consumato, finisce nel ricordo, e lì si moltiplica, perdendo di qualità, sfociando a volte nel desiderio. L'anima è tormentata, aspira, vacilla e in qualche modo ci riesce: l'abbraccio o chi per esso è tornato nell'eterno presente. La passione arde, estenua, consuma, si spegne, e, come a tantissime persone su questo pianeta dimenticato dallo sbadato signore, sembra finire. L'attesa forse non sarà desiderabile, ma ne vale tutto il suo dolce e amaro prezzo. I ricordi ridurranno la lontananza e, secondo il più scontato dei finali che di solito si ricorda, vivemmo vicini e presenti, felici e contenti. Senza sfidare destini avversi ma così, semplicemente. Se non hai capito te lo spiego la prossima volta di presenza.

Non sia mai che forse mi salverai, qualcuno me l'ha pure detto. Per ora dormi, chissà se mi starai sognando. Spero di incontrarti presto lì, almeno non sembrando così ridicolo.





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indiestar.it
posso contattarti? boh chiocciola indiestar.it