Volevo parlarmi del mio primo amore.
Sì, parlarmi, all'inizio era un errore ma adesso non lo è.
Si chiamava E. e frequentava l'asilo; anch'io, ovviamente.
Com'è ovvio che questi pochi e vaghi ricordi non sono miei direttamente, o meglio, non sono evocati da me direttamente ma mi sono stati offerti dalla memoria di mia madre; che non ricorda bene il nome, ma va bene così. Forse aveva i capelli biondi.

Disse che un giorno eravamo sulla scalinata prospiciente l'edificio (parla proprio così, è acculturata), io con mia madre, E. con la sua. Davanti passavano le solite macchine di un lunedì qualunque.
Loro parlavano del più e del meno, noi facevamo più o meno quello che i bambini fanno di solito quando aspettano i genitori. Il mondo girava tranquillo per i fatti suoi, quando tutto a un tratto E. si avvicina a quella faccia imperturbabile e incorniciata da boccoli biondi, che sarebbe la mia.
E come se fosse la cosa più naturale del mondo (ma forse lo è, o dovrebbe esserlo più spesso), mi dà un bacio. Piccole labbra inconsapevoli ma unite per una frazione di attimo.
Chissà cos'ho sentito dentro in quel momento.

Il resto della storia spero non sia stato travagliato come tutte le altre storie d'amore; come poteva esserlo, d'altronde? era l'età dell'innocenza, come non tornerà mai.
Spero di incontrarla di nuovo, spero che ci riconosceremo in qualche modo, in qualche futuro.
posso cliccare su stile? fai pure.
come si scrolla? passando sopra la parte più
inferiore o superiore del testo.
posso contattarti? boh chiocciola indiestar.it
posso cliccare su stile? fai pure.
come si scrolla? passando sopra la parte più
inferiore o superiore del testo.
posso contattarti? boh chiocciola indiestar.it